giovedì 26 marzo 2020

28 aprile 2019 - Giorno 10 - Da Pangboche a Jorsale



Ok...dopo la faticata di ieri, finalmente un sonno ristoratore.
L'Everest è sempre là, dietro le i vetri appannati di queste finestre da cui entrano gelidi spifferi.
E' stata lunga, un po' per il dislivello, un po' per la lunghezza dell'itinerario...un po' perchè la sveglia è suonata alle 3 del mattino...ma comunque lo sapevamo che ci sarebbero stati dei momenti di fatica...fatica comunque sempre appagata dall'ambiente circostante! Cosa ha aiutato tantissimo è stato lo scendere di quota..sembrava che le gambe volassero, se confrontate all'andatura di questa mattina presto a quota 5500.....

Da una sensazione particolare ripercorrere all'indietro il trek.
Con la mente rivedi le stesse zone, gli stessi villaggi visti all'andata, e fai mente locale a cosa pensavi quando invece di scendere, salivi.
Quando salivi, ti immaginavi soltanto come potesse essere il Campo Base, la vetta del Kala Pattar...avevi solo l'idea mutuata dai numerosi video e dalle numerose foto, che mesi prima avevi consumato davanti al computer per farti un'idea...aspettative...immaginazione...

Ed ora, che l'immaginazione ha fatto spazio invece al ricordo, ogni rimando a quell'aspettativa ti fa sorridere.
Ti fa dire che quando tornerai a casa, ci sarà stato un "prima" ed un "dopo".
E ora stiamo vivendo i primi momenti del "dopo".





I raggi dell'alba proiettano la vetta dell'Ama Dablam verso il cielo




Bene. Fatta colazione, ora partiamo.






In lontananza, vediamo Tengboche, dove faremo una breve sosta


Chackra..non ho mai visto ingrugnito quest'uomo..sempre col sorriso


La natura cambia drasticamente. Iniziano ad evidenziarsi gli ALBERI, non i cespugli, come da noi, di rododendri.


E rieccoci a Tengboche



Everest, Lhotse e Ama Dablam








Un cartello ci indica la strada per Namche...cartelli che all'andata non consideravamo minimamente, tanto eravamo impegnati a guardare i cartelli indicani "Everest Base Camp"






Dopo Tengboche il sentiero attraversa queste enorme distese di alberi di rododendro







Controllo dei permessi al Check point



Instancabile Paolo...


Di qua e di la del ponte tibetano





Superato quest'ultimo ponte tibetano, ci fermiamo a Phunkj Tenga per l'immancabile pausa a base di Lemon-ginger-honey, diventata la bevanda ufficiale del Trek.
Mi colpisce il vedere uno spazzolino da denti lasciato in un cestello sopra un rudimentale lavabo...un invito all'igiene orale....ma anche no, grazie!
Pero...reimarchevole, comunque, questa attenzione!


Ripartiti, ci capita una situazione particlolare. Uno degli sherpa si sente male. Inizia a vomitare, forse ha la febbre. 
Subito proponiamo di accollarci per un po' a testa il suo zaino, per permettergli di scendere più agevolmente. 
Ognuno non vede l'ora di giocare al "Piccolo sherpa" accollando oltre al proprio zaino, il suo...spirito di gruppo!
Una delle nostre guide ci ha detto: "Se invece di voi italiani ci fossero stati dei tedeschi, il povero malcapitato sarebbe dovuto scendere con il suo fardello...mentre voi subito vi siete affrettati per potergli dare sollievo"

Parole che ti fanno pensare che essere italiani non è poi tutto questo male....e io lo penso da sempre.









Mi diverto pure ad avere il doppio del carico...fa parte dell'allenamento Spartan ;)




Una piccola presenza....





In lontananza uno dei numerosi stupa




Altra breve pausa in un villaggetto per acquistare da bere, e rimango colpito da questa anziana signora che prega






















Cammina, cammina, scorgiamo da lontano le prime abitazioni di Namche, dove è prevista la sosta per pranzo. Dove finalmente potremo di nuovo sorseggiare una birra.
Infatti, sopra la quota di Namche (3400 circa) ci hanno calorosamente sconsigliato (se non vietato) di assumere alcoolici, per quanto leggeri, poichè la loro assunzione favorisce il mal di montagna.


Entrando in Namche, costeggiamo una scuola





Questa e la clinica odontoiatrica più alta del mondo.
Ci faccio un pensierino per venire volontario un mesetto da queste parti....



Ed eccoci di fronte ad un piatto di immancabili noodles...che mi escono ormai anche dalle orecchie...ma soprattutto con la birra in mano!!!


Breve pausa riforcillante, e via...si scende!






La forza di una mamma...




Rieccoci dal ponte tibetano diventato famoso per essere stato ripreso nel film "Everest",
ed è una delle attrazioni di questo trek.










Sotto di noi, un altro ponte










Poco oltre il ponte, arriviamo a Jorsale, dove ceneremo e pernotteremo. Mano a mano che ci si avvicina a Lukla, i Lodge sono sempre meno spartani; sempre più comodi e spaziosi.
La nostra camera ha la vista sul fiume.
E dopo la cena, qualche boccata d'aria fresca sul terrazzo a respirare l'aria fresca dell'Himalaya






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