La sveglia del giorno 5 non è ancora suonata, che noi siamo già svegli per il chiarore dell'alba.
Un primo sguardo pigro alla finestra appannata dall'umidità dovuta alle piogge della sera precendente fa sembrare che là fuori ci sia brutto tempo. La curiosità prende il sopravvento sulla pigrizia e allora mi alzo, disappanno uno spiraglio nel vetro e....meraviglia...non sono neanche le 6 del mattino e fuori si preannuncia una fantastica giornata di sole!
Dalla nostra stanza si vedono l'Everest e il Nuptse in tutto il loro ancora lontano splendore.
Lo stupore sciogle la pigrizia, dunque....prendo la Nikon e mi precipito fuori dal lodge, con l'infondata paura di non avere tempo ad improntare il sensore con immagini che mi porterò sempre dietro.
Alla destra, fronte al lodge, l'Ama Dablam in tutta la sua magnificenza
Verso il Monastero, un cielo turchese fa da sfondo a vette meno nobili ma ugualmente magnifiche
Il tempo di scattare un po' di fotografie, e ci ritroviamo a fare colazione nella hall principale del lodge, dove ieri, appena arrivati a Tengboche abbiamo consumato il nostro pranzo (La cena l'avremmo consumata invece in una dependance li vicina)
Absolutely stunning...non mi viene una perifrasi italiana altrettanto efficace.."stunning" è la vista mentre prendiamo la colazione (solite due fette di pan carrè caldo con marmellata e burro di yak)..la vista dell'Everest ripaga la fatica che ci appresteremo a provare nella giornata odierna
Rajan, la nostra guida sempre sorridente.
Fatto questo preambolo....si parte! Dingboche, a noi :)
Il primo tratto in uscita da Tengboche è tutto in discesa (e ogn volta che affrontiamo una discesa il pensiero vola a quando torneremo, stanchi ed appagati alla relativa fatica da fare per tornare...)
Si entra nel bel mezzo della Rhododendron Forest, attraversando un villaggio appena ricostruito, con Lodges nuovissimi, dopo il terremoto, in zona Deboche.
Nasce l'idea, con Gianmarco, di insediarsi qui ed aprire un lodge con specialità montante piemontesi-valtellinesi-nepalesi....polenta con Yak e pizzoccheri al sugo di Yak....😜 (almeno da variare un po' il menù dei soliti noodles e dalbat....)...sarebbe un successone!
Incrociamo le turchesi acque dell' Imja Kola e subito dopo unop dei ponti tibetani pù "stunning" che attraversiamo, poichè la vista da li sopra è incredibile: abbiamo l'Ama Dablam con tutto il suo ghiaccio proprio di fronte.
Uno sguardo all'indietro e rivediamo Tengboche sovrastata dal suo Monastero, già lontana.
Chackra, sempre sorridente, ci fa strada.
Altra cosa veramente "stunning" è lo spettacolo che la natura ci regala sullo sfondo dell'Ama Dablam: un meraviglioso arcobaleno circolare nel cielo, mai visto prima in tutta la mia vita.
Andando oltre, incrociamo uno dei tanti stupa, con gli occhi dolci e rassicuranti del Buddha.
Cammina, cammina, ed arriviamo al villaggio di Pangboche, dove ci fermeremo per pernottare al ritorno.
Curiosi gli specchi per acchiappare il calore ed ottenere senza costi l'acqua calda.
Siamo a quota 3800, quasi in cima al nostro Monviso...e comunque l'acclimatazione fatta due giorni prima è stata veramente utile per non patire la quota ora.
L'Everest, sempre più vicino
Costeggiamo le acque cristalline del suddetto fiume.
E ci prendiamo um momento di relax per il solito Lemon-ginger-honey.
La marcia riprende.
Subito fuori Pangboche è presente una lunga serie di Tavole di preghiera in pietra.
Perveniamo così al villaggio di Shomare, dove esiste anche una stazione di posta.
Qui incontriamo due bambini carichi come muli che trasportano taniche d'acqua più grandi di loro....l'allenamento inizia già presto per gli Sherpa....
Yakkino che viene allattato
C'è solo più da affrontare una discesa, attraversare il fiume su un ponte "non tibetano" e Dingboche ci appare, dopo una breve risalita.
Eccoci a Dingboche!
Entriamo subito nel Lodge, dove la prima cosa che mi colpisce è il gagliardetto del CAI-Sezione di Borgo San Dalmazzo! Aria di casa in Himalaya....
L'Ama Dablam veglia su di noi...
E dopo il pranzo, la merenda in una bakery, torniamo al lodge per un riposino, fino a quando usciamo per cena, e vediamo dalla hall del nostro lodge il beneamato fumo che segnala l'accensione della stufa. Da qui in poi l'unico combustibile sarà la cacca di Yak...(Tranquilli, non puzza...)
Stasera ...i Momos....(Voglio la polentaaaaa)
Terminata la cena, entriamo in letargo nei nostri sacchi a a pelo, salutati dal tramonto himalayano...e da un nevischio che speriamo non diventi bufera....lo scopriremo domani al risveglio!
Buonanotte, Himalaya!























































































