Sono circa le 7 del mattino. Dopo la toeletta mattutina, con acqua gelida, e la colazione, che per tutto il trekking sarà composta alternativamente da pankakes oppure da due fette di pane tostato con la marmellata, e una bevanda calda caffè (Nescafè...) o The...ci incamminiamo. Fa freddino, ma ben presto, camminando, ci scaldiamo, e ci convene alleggerirci per non sudare, ed impregnare di sudore gli abiti da subito...ci serviranno per parecchi giorni!
Oggi sarà, chilometricamente, la tappa più lunga del trek. E iniziamo a salire. Namche si trova a circa 3400 m di quota.
Poco dopo l'uscita da Periche incontriamo il primo vero ponte tibetano del nostro trek, addobbato di bandiere colorate di preghiera.
Camminarci sopra è divertente, sembra di camminare fluttuando nell'aria, ondeggiando sotto i colpi del vento.
Mi colpisce il colore delle acque himalayane, di un turchese unico.
Noi pensiamo ad attrezzarci tecnicamente con outfits adatti, comprese le calzature...ma la gente del luogo è talmente abituata, che addirittura indossa ciabatte per trasportare gli ingenti carichi assegnati.
E così, incontriamo il primo villaggio dopo Pheriche, Thyang.
Il percorso è piacevole, ed iniziano a comparire i Giganti himalayani.
Il sentiero si snoda lungo il Dudh Koshi, il fiume dalle acque turchesi
Il villaggio successivo è Toktok, dove troviamo un'altro roccione dipinto di preghiere tibetane e di un colorato Mane. Che ovviamente ruotiamo per ingraziarci sulle nostre sorti.
Stuposce l'ordine con cui vengono tenute le coltivazioni, e siamo comunque quasi a 3000 metri di elevazione! Dalle nostre parti sui 3000 m troviamo solo rocce...
A Benekar troviamo poi un altro Stupa...
...e quindi un altro ponte tibetano
Cammina e cammina, perveniamo a Monjo, dove è situato il check point per l'ingresso al Sagarmatha National Park. Qui i membri delle forze dell'ordine locali controllano che ognuno abbia con sè i documenti personali e il permesso per accedere al Parco. Durante il percorso troveremo altri Check points.
Attendiamo un po' affinchè il buon Chackra ritiri i permessi individuali e si mette in coda per tutti noi.
Il cartello ci dice che mancano circa 4 ore di cammino per Namche.
La mia portafortuna che spesso mi segue si palesa anche qui...
Ritirati i permessi, è giunto il momento di fare l'ingresso nel Sagarmatha National Park, attraversando una elegante porta di passaggio, dentro la quale ovviamente ci sono dei Mana che puntualmente giriamo.
Altro ponte tibetano e si arriva a Jorsale, che costituirà una tappa notturna del nostro rientro, tra alcuni giorni. Ma per l'andata, è solo una tappa veloce dove ci fermeremo per una sosta per il the.
Il buon Chackra, sempre sorridente.
Le temperature sono ottime e siamo tutti un po' accaldati..ci saranno 12-13 gradi, e l'atmosfera p piacevole.
Dopo la sosta di Jorsale, incrociamo sul nostro percorso il ponte tibetano più bello ed elevato di tutto il trek. Per inteso, quello che viene ripreso nel film "Everest"...alcuni scorci iniziano a diventarmi familiar (L'ho visto 4 volte, quel film....) e da bravi bimbiminkia quali siamo tutti noi ci mettiamo in posa per le foto ricordo.
Rita, Paolo e Claudia in posa.
Dopo ilponte, continuamo a salire, e ci ritroviamo in una piazzole, dove alcuni locali vendono snacks, frutta ed acqua, e ne approfittiamo per un'altra pausetta.
Come dicevo, lungo il percorso in più occasioni servirà mostrare alle forze dell'Ordine nepalesi i nostri documenti.
Cammina, cammina e cammina, l'ultimo strappo in salita, ci porta ad arrivare finalmente a Namche.
Ed ecco Namche Baazar.
L'ingresso a Namche avviene attraverso il passaggio in una porta vistosamente dipinta di immagini sacre.
La via di ingresso principale presenta dei giganteschi mana di preghiera.
Paolo
Luigi
Ed eccoci arrivati al Lodge dove pernotteremo 2 notti. E' però ora di mangiare ;)
In questo momento troviamo ancora gustosi i noodles (tra alcuni giorni non li sopporteremo più, io in particolare)
Dopo pranzo ed un breve riposo, non chè una delle 2 docce che riuscitrò a fare lungo tutto il trekking (santi fazzolettini umidi e abbigliamento in lana merinos!!!), usciamo ad esplorare la città.
Guri è alle prese con la concimazione: gli avanzi del cibo vengono interrati ed utilizzati come concime per l'orto.
La cittadina di Namche Bazaar è tutta un saliscendi, e sono numerosi i negozi che vendono attrezzatura di montagna e souvenirs. Ne approfittiamo per fare acquisti.
Io acquisto un pile che mi terrà compagnia per tutto il trekking fino al campo base, ma soprattutto, la maglietta da indossare all'arrivo all''EBC. Paolo farà lo stesso.
Il negozio in cui ho acquistato il pile è gestito da una signora gentile, che riconoscendo la nostra provenienza italica, ci dice che ha una figlia che lavore a Limone Piemonte..piccolo il mondo, eh? Lei mi sorride quando le dico che ci vado spesso a sciare, e che magari l'avrò pure incrociata!
Tra le amenità, vi sono un pub irlandese ed una pasticceria, che prendiamo d'assalto per la merenda.
Alla sera, cena e...nanna presto.
Domani sarà la giornata di acclimatazione.
Ci addoementiamo con la speranza che le nubi e la nebbia serali si diradino..






























































































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