Dopo aver fatto tardi per i festeggiamenti del caso, ci prendiamo un sonno riposante, sebbene la sveglia suoni nuovamente presto, onde evitare di perdere l'aereo che ci riporterà a Ramechap.
L'aeroporto, se così lo vogliamo chiamare, è a qualche centinaio di metri dal Lodge.
Addirittura dal corridoio su cui aggettano le stanze si vedono le code degli aerei...
Ecco l'aeroporto "Tenzing-Hilary".
L'aeroporto è in discesa (per chi decolla) o in salita (er chi atterra), dato che la pista è lunga solo una duecentina di metri...
e si fa atto di fede ogni volta che si aterra o si decolla.
L'atterraggio l'abbiamo già sperientato, ora ci tocca (per forza..) sperimentare il decollo, sperando che le leggi della fisica permettano a quei trabiccoli della "Himalayan" o della "Yeti Airlines" che qui chiamano aerei, terminata la pista, rimangano su in aria e non precipitino nell'orrido...
Osserviamo un aereo decollare, e passare a fianco dei rottam di un aereo che si è qui schiantato nemmeno un mese fa...
All'arrivo nella Hall del Check in ci sono già i nostri bagagli, che vengono pesati per poter venire imbarcati.
Le procedure di imbarco sono veramente spartane. Su ogni aereo salgono al massimo 20 persone, e decolla un aereo ogni 15 minuti circa.
I controlli sono molto pro-forma...difficile avere malintenzioni..difficile reperire esplosivo da queste parti, e poi se anche avessi avuto una mentalità criminale da attrezzarti all'uopo, la spiritualità che si respira da queste parti ti farebbe desistere.
L'Ufficiale all'imbarco fa una perquisizione sommaria, ti chiede se tu non abbia preso rocce dal Parco, apre lo zaino e dà un'occhiata veloce al contenuto.
Ottenuta la carta d'imbarco in questo marasma di trekkers, ci viene comunicato che siamo in ritardo di oltre un'ora.
Vabbè, abbiamo imparato ad attendere, e tutto sommato ce la prendiamo con serafica rassegnazione.
Stiamo diventando un po' tutti buddhisti....
Luigi ci fa cenno che il nostro volo è stato chiamato..bene..ultimo ostacolo!
Il volo....
Ecco il nostro aeromobile
Ci sediamo e i piloti sembrano abbastanza sicuri di ciò che fanno...
Via, si decolla.....!!!
Ad un certo punto sembra che l'aereo compia uno slalom nel cielo; veniamo informati successivamente dal pilota che abbiamo dovuto scansare alcuni stormi di uccelli (che sono la causa principale di incidente aereo da queste parti, qualora dovessero venire triturati dalle eliche di questi bimotori...)
Beh, ci solleva il fatto che ora il moto sembra di nuovo rettilineo, e stiamo gradualmente perdendo quota...
Atterriamo.
Finita.
Che dire....abbiamo tutti il sorriso stampato sul viso.
Siamo stanchi ma soddisfatti ed azzarderei, felici.
Sicuramente felici perche abbiamo apprezzato il valore dell'amicizia, della compagnia, della collettività.
Non c'è mai (e poi MAI) stato un solo secondo di screzio tra e con chiunque di noi.
Anzi, se abbiamo potuto aiutarci, lo abbiamo fatto, per spirito di cameratismo disinteressato.
Voglio ricordarvi tutti, in questa meravigliosa esperienza...
Paolo: uomo di straordinaria saggezza, il guru dalla volontà ferrea che sempre ha saputo far da collante tra tutti
Luigi: scostsante e determinato, compagno di lunghe dissertazioni filosofiche e musicali
Giovanni: sornione e silenzioso, determinato nell'incedere e sempre efficace e tagliente nelle suo considerazioni
Gianmarco: caparbio e leggero, compagno di lunghe chiaccherate alpinistiche
Rita: la parmigiana coraggiosa, dalla r deliziosamente rocitante; a lei va il ringraziamento per averci allietato con i salumi e i formaggi portati su e messi sottovuoto
Claudia: sprizzante, sempre sorridente e..grande DJ
Matteo e Manuela: la simpatia che viene da Brescia; con loro abbiamo festeggiato il ritorno del Brescia in Serie A (vabbè, ogni occasione era buona per fare festa...)..da non dimenticare la performance a colpi di flauto con il Bambino a Jorsale..
Marco e Silvia: come sopra (e in più...."Colori...colori...colori..." ahahaha)
Fabio e Diega: i Romeo e Giulietta dell'Himalaya che ci hanno regalato momenti di romanticismo, a noi montanari brutti e sporci (beh..parlo per me...)
Last but not least.......
Le nostre guide, Rajan, Chackra e Gurj....sempre disponibili, gentili e sorridenti, autorevoli nelle decisioni e sempre dispensatori di coraggio e di sorrisi.
I nostri Sherpa. Persone di cui non ricordiamo il nome, persone che hanno trascorso nell'ombra questi giorni. Ma grazie alla loro forza e resistenza, abbiamo sempre trovato i nostri bagagli prima di noi nei vari lodges.
Una menzione al nostro Tour Operator, VIAGGIACONCARLO, di Finale Ligure. Non vuole essere una forma di pubblicità, ma un semplice riconoscimento; va ad esso il grande merito di un'organizzazione impeccabile, dalla scelta dei lodges, alla scelta delle guide. Il valore aggiunto è stato scoprire la beneficienza che fa per questa meravigliosa popolazione. Onore a te, Carlo.
E concludo, semplicemente con una parola:











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