domenica 26 maggio 2019

18 aprile 2019 - L' arrivo a Kathmandu


Il dado è tratto.
Si parte.
Inizia oggi, 17 aprile 2019, un viaggio sognato da sempre. Di quei viaggi che pensi:"Magari un giorno lo farò", ma che non sai mai quando.
Decisi di programmarlo nel novembre 2018. Era un periodo molto buio, offuscato da tristi pensieri, consapevole che forse una parte importante della mia vita stava volando via.
Ecco allora quella voce interiore che ti tenta: "Questo è il momento giusto per farlo!"
E così mi interessai presso varie agenzie di trekking, sia nepalesi che italiane, ed alla fine scelsi l'operatore che mi dava maggiori garanzie, di organizzazione e di serietà.

Oggi, mercoledi 17 aprile, si parte.

Vado a prendere Luigi a Chieri, a una quarantina di chilometri da Alba.
Luigi, conosciuto pochi giorni prima, lavora ad Alba, dove vivo, (l'ho scoperto dalla chat di WA del gruppo) e allora ne abbiamo approfittato per conoscerci davanti ad una pizza e svariate birre, insieme a Paolo, amico e collega, che mi operò al perone parecchi anni orsono, a seguito di un incidente di moto...negli anni ci siamo tenuti in contatto senza mai frequentarci, ma da qualche tempo è nata un'amicizia, e quando ad una cena gli parlai del mio "Progetto Nepal", non ci mise più di un giorno ad aderire per unirsi al viaggio.
Dato che Paolo si è iscritto tra gli ultimi posti disponibili, non partirà dalla Malpensa in aereo con noi, ma col volo precedente, e si imbarcherà a Istanbul insieme a noi.

Alla Malpensa, quindi conosciamo tutti i partecipanti all'avventura. Capisco da subito che sarà un bel gruppo. Chi più espansivo, chi più chiuso, chi più esuberante, chi più silenzioso...ma alla fine tutti insieme per raggiungere un obbiettivo, il Campo Base dell'Everest.

Obbiettivo?
Forse è erroneo ridurre ad un "Obiettivo" l'avventura che ci aggingiamo ad intraprendere. 
Perchè, come succede in ogni viaggio, la meta non è la "presunta meta", ma il percorso che ci si accinge ad intraprendere per raggiungerla...e così sarà.
E conoscere i compagni di avventura durante il viaggio è stata parte integrante dell'esperienza, dove ognuno aveva qualcosa da dire da esporre, da dare o ricevere.
E quindi, tutti insieme, ci apprestiamo a volare su Istanbul




A Istanbul l'aeroporto è nuovissimo, ed esteticamente uno dei più belli che abbia mai visto. Purtroppo abbiamo quattro ore da attendere per l'imbarco sul volo che ci porterà a Kathmandu, in cui ridendo e scherzando, raccontando un po' di noi stessi, iniziamo a cementare il gruppo.
Il volo è lungo, ed è reso ancor più lungo dalla deviazione fatta per non volare su Afghanistan e Pakistan a causa dei conflitti in corso. Meno male che la Turkish ha aeromobili nuovissimi con una vasta gamma di film, e il cibo offerto non è troppo plasticoso...


Quindi arriviamo in mattinata, in Nepal.
"Welcome to Nepal" annuncia una scritta all'aeroporto, sovrastata da una statua del Buddha.


Espletate le formalità burocratiche di ingresso al Paese, incontriamo fuori dall'aeroporto le nostre guide locali che ci accompagneranno lungo tutto il viaggio: Rajan, Chackra e Guri.
Alcuni locali ci "donano" (in cambio di qualche euro....) una corona di fiori di benvenuto.


E allora, eccoci sul pullman che ci porterà in Hotel per organizzare la partenza verso Ramechap nel pomeriggio. Da Ramechap, poi, voleremo su Lukla, da dove partirà il trekking verso il Campo Base.
Nella mezzora di pullman che ci porterà in Hotel, siamo stupiti dal caos automobilistico: nessuna regola, tutti che strombazzano, ma stranamente nessun incidente...Io rimango colpito dai cavi elettrici vaganti di casa in casa, senza alcuna protezione.





Arriviamo quindi in Hotel, nela zona di Thamel, per il Briefing introduttivo.
Ci vengono fornite alcune informazioni utili per affrontare il viaggio, scambiamo un po' di Euro in Rupie.
Dalla fine del briefing abbiamo un'ora di tempo per fare la doccia, preparare i borsoni da spedizione, e lasciare il bagaglio che non serve a Kathmandu. 
Ogni borsone da spedizione contiene l'attrezzatura per due persone. Quindi, nostro dovere è stato di centellinare il più possibile l'attrezzatura per non sovraccaricare i nostri portatori.
In quell'ora, ne approfitto inoltre, per acquistare in un negozio locale un piumino da 1100 g della North Face (Taroccato ma taroccato bene...e comunque molto imbottito) perchè mi hanno un po' preoccupato le guide che mi dicevano che con solo il mio 100 g avrei sicuramente provato freddo.
Averlo dietro con me mi ha comunque rassicurato, anche se poi non ho mai dovuto usarlo!

Trattando un po' sul prezzo, l'ho acquistato a 7200 Rupie, che, fidandomi del cambio suggerito dal venditore, corrispondeva a circa 60 euro. Taroccatissimo, ok, ma a quel prezzo neanche le ciofeche di Decathlon, compri....
(Il cambio proposto si sarà comunque dimostrato congruo).
Pago con la carta di credito. Continua la mia dimostrazione di fiducia. Esco dal negozio, e dato che ero ancora un po' rimbambito per il viaggio, dimentico la carta di credito, senza accorgermene. Prontamente vengo inseguito dal ragazzo del negozio che in inglese stentato mi fa vedere cosa avevo dimenticato......eh bè..non male come inizio..una semplice dimostrazione della bontà ed onestà di questo popolo...

E comunque, Il mio vecchio 100 g si sarà dimostrato più che sufficiente, alla fine.










Queste ultime fotografie sono tra le più belle che abbia scattato. 

Quindi...via verso Ramechap!

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